martedì 13 luglio 2010

La genitorialita'

Riprendiamo il tema della responsabilità di entrambi i genitori nell’accudimento dei figli. In Italia, nonostante le prescrizioni della L.53/2000 sono ancora pochi i papà che usufruiscono dei congedi parentali, sia per la penalizzazioni in termini economici sia per questioni di carattere culturale, diversamente da quanto avviene in altri paesi europei. L’attenzione del Parlamento su questa questione è sicuramente importante ma temiamo che tra la manovra economica e le altre leggi , questa diventi una nicchia di discussione con tempi dilatati all’infinito.

Sull’argomento rinviamo ad un bel articolo di Kila.it 

mercoledì 16 giugno 2010

CONGEDI PARENTALI PER I PAPA’

Sembra quasi non vero, ma alla Camera è iniziato l’iter per una norma che renderà obbligatorio il congedo di quattro giorni per i padri (ovviamente retribuito). Si tratta di una proposta bypartisan che potra’ aiutare il lungo cammino della parità e della condivisione della genitorialità per le coppie italiane  (come da molto tempo accade già in Francia).

Speriamo che la cosa non si trascini e che quanto prima diventi esecutiva.

venerdì 28 maggio 2010

DONNE E POLITICA FRIULI VENEZIA GIULIA Alessia Rosolen

Dopo aver scritto il post precedente avevamo sperato che la politica (quella vera) fosse ancora in auge e che si distinguesse da logiche di bassa bottega. Non è stato così! All’assessore Alessia Rosolen sono state ritirate le deleghe definendola “ribelle” !
Dalle “streghe” di medievale periodo eravamo passati alle”isteriche”di suffragetta memoria, poi in varie circostanze le donne coraggiose sono diventate “casi umani”o roba del genere. “Ribelle” deve essere una categoria nuova!
Ma ribelle di che? Di pensare con la propria testa, di aver cercato di fare al meglio , con la delega al lavoro che di questi tempi non è certo una passeggiata, di aver avuto l’apprezzamento di tutti anche di quelli che sono di parte politica diversa.
Mai è successo in questa regione neanche ai tempi di tangentopoli un ritiro della delega ad un’assessore e il presidente della giunta non convince quando dichiara pubblicamente che gli dispiace perché il suo assessore ha lavorato bene. E allora? I cittadini del Friuli Venezia Giulia cosa devono pensare se il loro Presidente si rende ostaggio dei partiti, ma soprattutto cosa devono pensare le donne di questa regione (Rosolen aveva anche la delega alle pari opportunità……)di questa classe politica.

Molti anni fa la senatrice Tina Anselmi in una delle sue ultime visite ricordava il vecchio detto veneto a proposito delle donne “che la piasa, che la tasa e che la stia a casa”; pensavamo che nel 2010 fosse superato, ma ci sbagliavamo!

Perchè ci rimane un dubbio:se fosse stato un uomo sarebbe anche andata così?

 

domenica 23 maggio 2010

DONNE e POLITICA: Alessia Rosolen e Debora Serracchiani

Molte volte i politici del Friuli Venezia Giulia sia di destra che di sinistra hanno rivendicato a questo territorio la possibilità di essere un laboratorio per sperimentare nuovi e diversi percorsi in tutte le accezioni della politica e in effetti in molti casi è stato così. Ora in questa fase storica contrassegnata da grandi disaffezioni da parte degli elettori, con notizie da parte dei media che certo non rassicurano sui comportamenti della classe politica, con una crisi economica che continua a mordere in maniera diffusa, in attesa della manovra finanziaria del governo che in ogni caso non potrà non essere pesante, la questione relativa all’occupazione femminile, la carenza di servizi per poter conciliare gli impegni familiari con il lavoro ma anche la partecipazione delle donne alla vita politica è diventata , per il momento solo un aspetto di marketing politico, cioè si fanno grandi annunci ma nei fatti poco o niente è cambiato. Nella nostra regione poi il Consiglio Regionale ha da un po’ di tempo scelto come priorità di discutere la modifica della attuale legge elettorale soprattutto per modificare la questione delle quote rosa per la presenza nella Giunta regionale. Infatti la legge attualmente in vigore , certamente perfettibile prevede la presenza di un terzo di donne fra gli assessori, e qui , mentre da altre parti si stanno avendo sentenze dei TAR o di altro per ottenere ciò, qui si discute sul come cancellare tale norma. Personalmente non siamo innamorate della questione delle quote e ci piacerebbe che i partiti se ne facessero carico a partire dalle competenze e del merito sia per donne che per uomini, ma tornare indietro ci sembra veramente pazzesco.

Ma la questione che vogliamo porre va anche oltre.

In questi giorni stiamo assistendo a degli attacchi che riguardano ben due donne rappresentative della politica locale e non solo, con la precisazione che ognuna di esse subisce gli attacchi dall’interno del proprio partito.

Una è Debora Serracchiani, attuale segretario regionale  del PD, eletta con una vagonata di voti anche parlamentare europeo, rea di non aver fatto niente secondo alcuni maggiorenti della sua parte politica (e proprio della corrente che l’aveva grandemente sostenuta), una persona che era stata in odore di arrivare alla segreteria nazionale (mica un secolo fa ma pochi mesi orsono) che sicuramente deve anche ad un modo diverso di fare politica utilizzando il web e i social network per far sentire il suo pensiero.  a

L’altra è Alessia Rosolen, già componente battagliera triestina del  MSI fin dai tempi della scuola, passata poi ad Alleanza Nazionale e oggi PDL, assessore regionale al Lavoro che in questo momento di crisi è riuscita a contenere i disastri delle Casse integrazioni e della disoccupazione tanto da meritarsi in due anni il rispetto di tutte le componenti sociali , anche di quelle più estreme, ma che oggi è rea di lesa maestà per aver chiesto , anche attraverso un’associazione neo costituita più discussione in partito e più confronto con la gente, e nonostante il buon lavoro svolto viene dimissionata.

Ora non si vuole entrare nel merito delle singole posizioni, ma ci preme porre in evidenza un’analogia nel senso che entrambe sono due giovani donne , che con passione e anche con modi diversi da quelli utilizzati dalla attuale classe politica locale si spendono anche in prima persona per raggiungere risultati e dare risposte concrete alle persone.

Certo di questi tempi sembrano mosche bianche : certo è anche però che la vecchia politica anche sulla partecipazione della componente femminile le vuole docili, ubbidienti, e poco autonome. Se si vuole far passare anche questo come laboratorio non ci piace!

venerdì 21 maggio 2010

Save the children

Il r apporto Save the children presentato nei giorni scorsi ci indica che ogni anno 350.000 donne perdono la vita per la gravidanza e per il parto; su una classifica di 160 paesi l'Italia si colloca al 17° posto 

giovedì 13 maggio 2010

16 maggio giornata del malato oncologico

In questi giorni molte reti televisive hanno messo in onda uno spot sui diritti dei malati oncologici dal punto di vista lavorativo, con riferimento al art.12bis del Dlgs 61/2000.Purtroppo l'aumento di queste patologie riguarda moltissime donne anche in giovane età e quindi con implicazioni oltre che per la salute anche per la vita sociale e lavorativa.Nel 2008 si è svolto un interessante convegno sulla materia di cui alleghiamo la documentazione.... (continua)

sabato 1 maggio 2010

Solo una donna su due risulta occupata

Nella ricorrenza della Festa del Lavoro sono stati pubblicati gli ultimi dati sull'occupazione femminile con particolare riferimento al lavoro di ricerca e segnalazioni svolte dalla rete delle Consigliere di Parità. Sono dati che dovrebbero far riflettere tutti coloro che ritengono poco significante il carattere discriminatorio e sottovalutano l'importanza del lavoro delle donne.Al 46,4% il tasso occupazione femminile 2009Ma la distribuzione territoriale risulta disomogenea. Al Nord le...

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lunedì 26 aprile 2010

Il cronometro rosa terza e quarta parte



martedì 16 marzo 2010

Il cronometro crosa prima prima e seconda parte

 

 

venerdì 26 febbraio 2010

Il cronometo rosa - la copertina